Se l’Italia diventa la terronia d’Europa

Adesso per lo meno abbiamo una dimostrazione concreta di quello che passò il Meridione quando fu annesso al nascente Stato Italiano. Successe che un’economia – anzi delle economie – più deboli finirono strangolate da quella del Settentrione, con il favore del nuovo regime.

Esattamente lo stesso di quello che vediamo accadere in questi giorni. Secondo un articolo pubblicato da Dagospia ogni mese 70 miliardi di euro lasciano la Spagna, 47 l’Italia, per dirigersi nei caveau delle banche nordeuropee, in particolare tedesche e olandesi. Un trasferimento di ricchezza senza precedenti, un pezzo del nostro futuro che se ne va: quei soldi finanzieranno la crescita di altri paesi, il futuro di altre famiglie. Allo stesso tempo, mentre i tassi che siamo costretti a pagare per rifinanziare il nostro debito sono sempre più alti, paesi come Germania, Austria e persino la Francia hanno iniziato ad emettere dei titoli di stato con interesse negativo. Se insomma dai 100 euro la Bundes Republik tra un anno te ne restituisce 99,5. Pura follia?

Nel mercato comune insomma l’italietta rischia di essere un vaso di coccio tra vasi di ferro, per colpa anche per un sistema che sembra costruito su misura di esigenze diverse dalle nostre. E senza neppure la possibilità di una svalutazione tattica che ci dia la possibilità di recuperare almeno in parte la nostra perdita di competitività. Se vediamo come è finito il nostro Sud le prospettive non sono allettanti; se però gli altri paesi considerassero proprio la nostra situazione dovrebbero concludere che alla lunga troppi squilibri costituiscono una zavorra anche per i paesi trainanti. Eppure mai come in questo periodo si è percepita una solidarietà così scarsa non solo tra paesi, ma tra i popoli europei. E anche questo dovrebbe far riflettere chi tra noi in Italia si ostina a pensare che il Sud dovrebbe fare esclusivamente da sé.

Un’ultima riflessione: viene da pensare che proprio uno squilibrio dei trasferimenti fu tra le ragioni che portarono circa 500 anni alla rottura dell’unità religiosa occidentale con la Riforma protestante, e non è forse un caso – come ha notato la BBC – che in questo momento siano alla guida della Germania due protestanti, il cancelliere Merkel e il presidente Joachim Gauck. Difficile pensare che i cattolici Adenauer e Kohl avrebbero lasciato l’Europa in braghe di tela.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: