Censura su Facebook. E molti applaudono

Questo pomeriggio appare tra le “pagine consigliate” del mio profilo Facebook questo sito:

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Cioè un soggetto, non si sa se un’azienda privata o un’associazione, che promette assistenza e tutela per chi vuole una “maternità surrogata”. Altrimenti conosciuta come “utero in affitto”.

Va beh: business is business. Poi magari è una posizione sostenuta da molti.

Poi qualche ora dopo scopro che sia il profilo personale di Mario Andinolfi, sia la pagina “Voglio la mamma”, dedicata al suo ultimo libro, sono stati bloccati senza preavviso.

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Ora io conosco quella pagina. Adinolfi non mi è simpatico, spesso non condivido i suoi toni e non sono d’accordo su tutto quello che dice. Questo però conta fino a un certo punto, perché la cosa essenziale è che non ho mai letto un’offesa a persone da parte sua.

La cosa buffa, e tragica al tempo stesso, è che molti pretesi fanatici dei diritti (propri) e della libertà (propria) si guardano bene dal dare solidarietà a una persona a cui viene tolta la parola.

Lascio a voi ogni commento.

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