Lettera di un bambino Down non ancora nato

imageStefano (il nome è di fantasia) ha cinque anni, è il più piccolo di tre fratelli e ha la trisomia 21, meglio conosciuta come sindrome di Down. Non parla ancora, ma quando era nella pancia della mamma scriveva già. Questa è la lettera che ha scritto alla sua mamma.

Cara mamma, ormai sono più di 16 settimane che sto crescendo nella tua pancia, e fin’ora la vita non è stata molto clemente con me.

È incominciato tutto storto quando 2 cromosomi pirla (in altra maniera non saprei definirli) camminando erano talmente presi da un loro discorso da non accorgersi del bivio nel quale si sarebbero dovuti salutare e dividere. Quando è arrivato il 3° cromosoma si sono guardati negli occhi e intorno ma non c’erano più svincoli, solo una via lunga e diritta, e così sono rimasti tutti e 3 insieme.

Che beffa se ci pensi mamma! Proprio perché loro camminavano e parlavano io avrò delle grosse difficoltà nel muovermi e nel parlare. Poi un giorno mi spiegherai perché tu, che non avevi mai voluto fare niente di invasivo con gli altri figli e con Lorenzo, un anno prima, non avevi nemmeno fatto la plica nucale, con me hai voluto fare subito la villocentesi e l’hai detto a poche persone che eri incinta. Sentivi qualcosa? Tu dici di no, lo so che sei troppo razionale. Ma allora perché questo diverso comportamento?

Dovrei forse ringraziare il dottore che ti ha detto di non fare la villocentesi ma di fare l’amniocentesi, perché se avessi seguito il tuo cuore l’avresti fatta alla nona settimana ed entro la dodicesima settimana avresti potuto abortire con un raschiamento. L’ecografia della plica nucale ti ha detto che c’era qualcosa che non andava e hai dovuto fare in fretta e furia la villocentesi. Quando l’hai fatta hai sentito il calcione che ti ho assestato perché la sonda mi aveva infastidito? Il professore, giovane ma sempre professore è, ti ha rincuorato dicendo che il problema riscontrato con l’ecografia non c’era (peccato che il problema c’era ed era pure aumentato, solo lui con lo schifo di macchine della clinica non l’aveva visto). La dottoressa, rincarando la dose di false speranze, ti aveva detto che se c’erano problemi ti chiamavano entro 2 giorni.

Tu hai aspettato 4 giorni prima di tirare un sospiro di sollievo, ma il 7° giorno, giorno del ritiro della prima parte della villocentesi, ti hanno chiamato. Dopo sono state 4 settimane da incubo per te, ma anche per me. Credi che non abbia risentito del tuo non dormire e del tuo non mangiare, senza contare che non prendevi nemmeno più le medicine che dovevi prendere?

Papà terrorizzato ha fatto di tutto per convincerti ad abortire ma tu non te la sentivi di affrontare un parto indotto e tutto il dolore psicologico dopo. Era meno duro per te crescere un figlio con problemi piuttosto che affrontare 2-3 giorni di dolore fisico e psichico e poi il rimorso. Temo che però se ti avessero dato la possibilità di un raschiamento io non sarei qui.

Dopo una lettera di fuoco finalmente papà ha deciso: “che preferiva tenermi piuttosto che avere una moglie depressa sull’orlo del suicidio”. Anche se so che papà ha ancora tanta paura. Paura che hai anche tu perché non hai nessuno vicino, e hai altri 3 figli di cui uno che avrà 16 mesi quando nascerò e non sai se sarai in grado di fare la buona madre. Hai paura di sclerare e di essere poi una pessima madre per tutti e 4.

Purtroppo io non leggo nel futuro ma ti posso solo dire che ti terrò per mano e questo percorso lo faremo insieme sorreggendoci l’un l’altro.

Il tuo Stefano, 47 xy 21

Questi sono i pensieri che mi sono stati affidati da Caterina, quattro figli di cui l’ultimo affetto da sindrome da trisomia 21, scritti qualche anno fa su su un forum di mamme on line.

Li pubblico perché secondo me evidenziano bene il dolore e il senso di solitudine di una donna che vive questa esperienza, e perché allo stesso tempo mostrano la forza e la bellezza della scelta di una mamma. “Quando ho scoperto quello che stava succedendo mi sono ritrovata sola – racconta Caterina- tutti volevano che io abortissi, anche quelli che andavano la domenica in chiesa. Al massimo, saputo dell’elevato rischio delle gravidanze di questo tipo, mi auguravano che ‘la natura facesse il suo corso'”. Una pressione psicologica che dura anche adesso: “Pensa che ancora oggi una mamma, parlando del fatto che io avevo un bambino con la SSD, mi ha detto che non lo devo tenere. Io le spiego che il bambino ormai ha cinque, e lei mi ripete la stessa frase. L’ho classificata tra le mamme cretine”.

Alla fine Caterina quel bambino l’ha tenuto. “Quando l’ho saputo ero ormai tardi, non mi sentivo di indurre un parto per uccidere mio figlio. Certo, se lo avessi saputo prima forse sarei stata tentata di fare un raschiamento”. Caterina non giudica chi in questi casi ricorre all’aborto, “Io però non me la sono sentita. Sicuramente anche a causa della mia formazione cattolica, ma soprattutto come donna e come mamma”.

Per questo ha messo anche a rischio il suo matrimonio e la sua famiglia: “A un certo punto ero così esasperata che avevo deciso che se mio marito questo figlio non lo voleva mi sarei separata da lui e avrei tirato su 4 figli da sola. Pensavo che in qualche modo ce la saremmo cavata, ma che dovevo comunque seguire il mio istinto”. Fortunatamente non è andata così: la famiglia ha retto, forse anzi si è rafforzata, tra mille difficoltà. “È buffo, da piccola conoscevo un ragazzo trisomico, e da quando mi sono sposata per vent’anni avere un figlio Down è stata una delle mie paure più grandi. Adesso per me è semplicemente Stefano. Adesso spero solo che possa integrarsi nella società e acquisire la maggiore indipendenza possibile”. Una scelta difficile, che continua a coinvolgere la sua famiglia, ma di cui Caterina non si è mai pentita.

Annunci

Un commento

  1. Bellissima questa lettera!! Complimenti per come scrivi e per quello che scrivi!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: